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Uncem lancia un bando per imprese e startup smart e green

Scegliere la montagna per investire risorse e progettualità in energie rinnovabili, efficienza energetica, innovazione tecnologica applicata, superamento del digital divide, riduzione del divario informativo e formativo dei cittadini e degli Enti, mobilità sostenibile, certificazioni e gestione ambientale. È lo scopo del bando lanciato dall’Uncem per le imprese e le startup per per favorire investimenti e sperimentazione negli ambiti dell’innovazione e della green economy nato da un progetto di sviluppo promosso grazie al supporto delle Fondazioni CRC e CRT.

Le attività hanno tempo fino al 28 febbraio per inviare i propri progetti che saranno valutati entro 30 giorni. L’Uncem verificherà che le proposte corrispondano alle richieste del bando, potrà chiedere informazioni aggiuntive, ma non avrà alcun obbligo o impegno nei confronti dei partecipanti che avranno semplicemente manifestato disponibilità e interesse. Una call per individuare le imprese che vogliono lavorare sui territori montani e sulle tematiche proposte e con le quali avviare collaborazioni e sinergie future. «Emerge da tempo la necessità di trasformare e di rinnovare il tessuto produttivo nelle Terre Alte – spiegano dall’Uncem – La ricerca di imprese che vogliano portare nuovi servizi e opportunità nei Comuni montani va in questa direzione. Evitando che politica e istituzioni, regionali e nazionali, si concentrino solo sulle smart cities, veicolando solo su queste fondi europei e nazionali». Un tentativo per ridurre il gap strutturale, spingere i territori e gli enti a incontrare la ricerca applicata, nuovi processi e nuovi strumenti. Oltre che un modo, per Uncem, di sostenere startup, nuove tecnologie e strumenti che riducano le distanze fisiche e migliorino la vivibilità dei territori, in modo compatibile con l’ambiente e il paesaggio.

Il bando si rivolge quindi a imprese della bioedilizia, della robotica, dell’Ict e delle telecomunicazioni, della green economy, del riuso e dell’economia circolare. Oltre alle aziende che già lavorano e studiano nuove modalità di erogazione dei tradizionali servizi alla persona e alle comunità: trasporti, scuola, sanità, co-working e fablab, spazi per i makers e digitalizzazione. Una ricerca che sarà condivisa anche con le 56 Unioni montane di Comuni del Piemonte.