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Torino Living Lab: l’innovazione a prova di cittadini

Paline eoliche per trasformare in energia lo spostamento dell’aria prodotto dalle macchine. Fontanelle storiche che diventano veicolo di informazioni. Una piattaforma partecipativa per migliorare la sicurezza attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini.

Sono solo alcune delle possibili idee che saranno messe in campo grazie al progetto Torino Living Lab, nel quartiere Campidoglio di Torino, lo spazio urbano individuato per “provare sul campo” nuovi prodotti e servizi innovativi.

Il bando, aperto a fine gennaio, vuole cercare soggetti interessati a sperimentare iniziative e soluzioni tecnologiche innovative, d’interesse pubblico e coerenti con le linee di azione indicate nel piano strategico di Torino Smart City.

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«Torino è una città con un importante ecosistema d’innovazione – commenta l’assessore all’innovazione Enzo Lavolta – Le aziende chiedono di poter dimostrare quanto le loro proposte possono migliorare la vita dei cittadini e noi abbiamo creato un bando che gli desse questa possibilità».

Torino Living Lab è una partnership tra enti pubblici, partner privati, istituti di ricerca e società civile con l’obiettivo di testare, grazie al coinvolgimento dei cittadini, nuove soluzioni tecnologiche: «La nostra città – ricorda Lavolta – è anche tra le nove realtà più innovative d’Europa segnalate dalla Commissione Europea».

Il bando scadrà il 26 marzo. È aperto per 60 giorni e le proposte saranno valutate sulla base della coerenza con il progetto, la possibilità di sinergie con le altre attività, l’innovazione e le ricadute positive sul territorio. Nell’evento di presentazione del 26 gennaio nella sede dell’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, cinque aziende hanno già presentato le loro idee. ScontriNO propone un sistema brevettato per la creazione e conservazione nel cloud di scontrini fiscali parlanti in forma di documenti digitalizzati validi per la deduzione o detrazione fiscale delle spese. Già attivo in alcune farmacie della città, nel quartiere Campidoglio cercherà di coinvolgere tutti i tipi di esercizi commerciali. Bioops è invece una polvere antifermentativa per rifiuti organici: serve per ridurre gli odori e i liquidi grazie ad una miscela brevettata di essenze vegetali di legno. Sempre in ambito green è l’idea di Air Energy, che ha come obiettivo di sviluppare un sistema di mini turbine eoliche per la produzione di energia elettrica, da installare lungo le strade del quartiere per sfruttare la forza del vento prodotta dal passaggio dei veicoli. L’azienda svilupperà prima alcuni test per capire il flusso di traffico e poi sceglierà i punti migliori per l’installazione. City & Safety Platforn invece è una piattaforma d’integrazione e partecipazione attiva per migliorare la sicurezza dei cittadini. L’idea a Campidoglio è di sperimentare sistemi partecipativi e integrati a supporto della polizia municipale. Per farlo l’azienda integrerà in una piattaforma cloud le telecamere pubbliche e private già esistenti, applicherà tecniche di analisi dei social media per capire i problemi emergenti sul territorio e coinvolgerà attivamente cittadini del quartiere in qualità di “volontari”. Proverà a far parte del progetto Torino Living Lab anche “I love toret, un’app che mette in relazione l’utente con le famose fontanelle pubbliche e permette di ottenere così notizie e informazioni. Nella fase di sperimentazione in zona Campidoglio verrà scelto un toret , gli sarà installata un’antenna non invasiva, e il pezzo di arredo urbano storico si trasformerà in uno strumento per veicolare informazioni geolocalizzate sulla storia della città, del quartiere, dei monumenti, degli eventi. Lo strumento monitorerà i flussi e le richieste degli utenti nei sei mesi successivi all’installazione.

Il Living Lab torinese ha anche avviato un importante gemellaggio con un’analoga esperienza in Brasile nella regione di Fortaleza, dove si sta costruendo, con il contributo della società Planet Idea, una nuova area urbana smart da 25mila abitanti. Torino e Fortaleza hanno siglato un’intesa di collaborazione «finalizzata ad attivare uno scambio di buone pratiche in materia di governance complessiva della smart city e di condivisione tecnologica di servizi attivi e attivabili per rendere le città ‘intelligenti» come si legge nel testo dell’accordo.