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Agricoltori: le radici nel futuro

Innovazione non è solo droni e algoritmi.

«È scoprire cosa si può fare in agricoltura dando spazio a nuove idee».

Delia Revelli, presidente della Coldiretti Piemonte, sa che, per la sua associazione, il nuovo deve avanzare senza dimenticare la tradizione: «Per noi innovazione è un diverso processo di lavoro, un prodotto che non esisteva, una forma non ancora sperimentata di agricoltura».

 

Con i suoi 80 mila iscritti la sezione piemontese rappresenta molte aziende che, nonostante la crisi, hanno saputo reinventarsi.

«Tante volte si pensa all’innovazione come ad un qualcosa esclusivamente legato alla tecnologia – prosegue Revelli – Noi di Coldiretti non definiamo più i nostri soci agricoltori, ma imprenditori, perché ormai si pensa a tutto, si va oltre il coltivare. Essere proiettati nel futuro però, per noi, può essere anche cambiare coltura, non limitarsi a produrre ma aprisi alla trasformazione del prodotto, indirizzarsi su diversi target».

Secondo la presidente le novità tecnologiche non sono ignorate dai suoi iscritti, ma non costituiscono neanche il focus dell’innovazione in agricoltura: «Le nostre aziende devono starci dietro – spiega – Serve per essere competitivi. Che si tratti di automatizzare la stalla, acquistare un macchinario per la conservazione o la semina. Ma a noi interessa l’idea che modifica il processo, il cambiamento da realizzare».

 

Gli esempi di nuove tecnologie portate da Revelli sono l’irrigazione goccia a goccia o il biogas dagli scarti. Spesso un nuovo approccio entra in azienda grazie ai giovani, ai figli dei proprietari: «È uno sviluppo interessante – commenta – I ragazzi hanno un’istruzione diversa e vogliono trovare nuove applicazioni. L’agricoltura è un settore che tiene, con un Pil positivo al 2 per cento. E i giovani lo hanno capito, per questo c’è un aumento del loro numero del 15-20 per cento».

 

Per premiare e valorizzare le giovani realtà imprenditoriali italiane del settore agricolo e alimentare, capaci di emergere tra le altre grazie a un modello di impresa innovativo e sostenibile, la Coldiretti Giovani Impresa ha promosso il premio “Oscar Green”, quest’anno giunto alla sua nona edizione.

Il riconoscimento è suddiviso in diverse categorie da assegnare alle aziende del mondo agroalimentare e industriale o alle istituzioni: un modo per segnalare le collaborazioni virtuose tra imprese, sostenere chi si lancia nell’esportazione, chi lavora per creare nuovi posti di lavoro e prospettive.

«Non è l’unico nostro progetto per premiare l’innovazione – chiarisce la presidente – ma è sicuramente il più simbolico e dà molta visibilità a livello nazionale».

 

L’azienda agricola “Le Erbe di Brillor” di Alice Superiore in provincia di Torino, è tra le realtà innovative segnalate da Coldiretti Piemonte. L’impresa produce agridetergenti per la casa dalle erbe aromatiche ed officinali che coltiva direttamente a Cascina Meira.

Paola Polce, l’ideatrice, ha vinto nel 2012 l’Oscar Green.

L’attività rientra anche tra le oltre 200 fattorie didattiche del Piemonte legate a Coldiretti. Sono organizzate visite guidate al lago, al parco con le erbe per i fitodetergenti e ai laboratori per la realizzazione dei prodotti.

Isabella Ballauro Del Conte, socia dell’azienda, racconta il lavoro di recupero del territorio, rimasto abbandonato per anni.